30/03/2026 - ATTIVO - NEWS AGEVOLA
Transizione 5.0: il decreto fiscale riduce al 35% il credito per le imprese in lista d’attesa
Definite le regole per gli “esodati” del piano 2025. Atteso un confronto con le imprese in vista della conversione del decreto
Il decreto-legge n. 38 del 27/03/2026 interviene in modo diretto sul Piano Transizione 5.0, chiarendo il trattamento delle imprese che avevano presentato domanda nel 2025 ma non avevano trovato copertura finanziaria.
L’art. 8, infatti, stabilisce che a queste imprese – i cosiddetti “esodati” – è riconosciuto un credito d’imposta pari al 35% di quanto richiesto, nel limite complessivo di 537 milioni di euro per il 2026.
La misura nasce dalla necessità di ripartire risorse insufficienti rispetto al fabbisogno: le domande presentate avevano infatti superato ampiamente i fondi disponibili, rendendo necessario un meccanismo di riduzione proporzionale.
AMBITO DI APPLICAZIONE
Il decreto delimita con precisione gli investimenti ammissibili al beneficio. Il credito viene riconosciuto:
- sugli investimenti in beni strumentali 4.0 (allegati A e B)
- sulle spese di certificazione, nei limiti previsti
Restano invece esclusi:
- gli investimenti in impianti da fonti rinnovabili
- i sistemi di gestione dell’energia
Questo significa che il 35% viene applicato solo su una parte dell’investimento originario, con una riduzione ulteriore del beneficio effettivo per le imprese.
IL VALORE DEL BENEFICIO
Dal punto di vista economico, l’impatto è rilevante. In molti casi, il credito effettivamente fruibile risulta inferiore anche alle aliquote del piano Transizione 4.0 e distante dalle percentuali inizialmente previste dal 5.0 (fino al 45%)
Questo ridimensionamento incide soprattutto sulle imprese che avevano già completato gli investimenti facendo affidamento sulle condizioni originarie del piano.
MODALITÀ DI UTILIZZO E TEMPISTICHE
Il decreto definisce anche il meccanismo operativo:
- entro il 30/04/2026, il GSE comunicherà il credito spettante
- il credito sarà utilizzabile in compensazione tramite F24
- l’utilizzo dovrà avvenire entro il 31/12/2026
È inoltre previsto che il credito non concorra alla formazione del reddito né della base IRAP e non si applichino i limiti ordinari alla compensazione.
REAZIONI E CONFRONTO IN CORSO
La misura ha generato immediate reazioni da parte del sistema produttivo, soprattutto per due aspetti:
- la riduzione significativa del beneficio
- l’effetto percepito come retroattivo su investimenti già effettuati
Le associazioni di categoria hanno evidenziato il rischio di un impatto sulla fiducia delle imprese nelle politiche di incentivo. In questo contesto, il MIMIT ha convocato per il 01/04/2026 un tavolo di confronto con le associazioni nazionali d’impresa, con il coinvolgimento anche del MEF e del Ministero per gli Affari europei.
L’obiettivo dichiarato è valutare, in sede di conversione del decreto, eventuali risorse aggiuntive e possibili correttivi, anche sulla base delle priorità espresse dal sistema produttivo.
Fonte istituzionale: GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA