24/02/2026 - ATTIVO - NEWS AGEVOLA


Iperammortamento 2026–2028: Confindustria chiede chiarimenti urgenti sul decreto attuativo

Plafond, cloud, recapture e perimetro temporale tra gli aspetti da definire per rendere pienamente operativa la misura
A due mesi dall’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026 che ha reintrodotto l’iperammortamento, il decreto attuativo previsto dal MIMIT e dal MEF non è ancora stato emanato. La misura è formalmente vigente, ma l’assenza delle disposizioni operative sta generando incertezza su profili rilevanti per la pianificazione degli investimenti.

Sul punto è intervenuta Confindustria. In un corsivo pubblicato su Il Sole 24 Ore il 20 febbraio 2026, Giulia Abruzzese, Direttore delle Politiche fiscali dell’associazione, ha evidenziato come il ritardo nell’adozione del decreto incida concretamente sulla programmazione finanziaria e contrattuale delle imprese.

LE CARATTERISTICHE DELLA MISURA
L’iperammortamento, valido per gli investimenti effettuati dal 01/01/2026 al 30/09/2028, prevede una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile per:
  • beni strumentali materiali 4.0;
  • impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (FER).
La maggiorazione è articolata su tre scaglioni:
  • 180% fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • 50% tra 10 e 20 milioni di euro.
La durata triennale è stata accolta positivamente in quanto più coerente con i cicli di investimento industriale.

LE PRINCIPALI CRITICITÀ EVIDENZIATE
Confindustria ha richiamato quattro profili che richiedono un chiarimento espresso in sede attuativa.
  1. Natura del plafond
    Non è specificato se le soglie di investimento debbano essere considerate su base annuale o cumulativamente sull’intero triennio 2026–2028. La distinzione è rilevante per la determinazione del beneficio e per la sua fruizione in dichiarazione.
  2. Trattamento delle soluzioni cloud
    Sebbene l’Allegato alla legge includa soluzioni cloud e IoT tra i beni agevolabili, l’iperammortamento opera su costi capitalizzati e ammortizzabili. Le soluzioni SaaS, PaaS e IaaS sono generalmente costi di esercizio: in assenza di indicazioni specifiche, rischiano di restare escluse.
  3. Disciplina del recapture
    La legge prevede la perdita delle quote residue in caso di cessione anticipata, consentendo tuttavia il mantenimento dei benefici già fruiti in presenza di sostituzione con bene analogo o superiore. Eventuali interpretazioni più restrittive in sede attuativa potrebbero irrigidire il quadro applicativo.
  4. Coerenza temporale degli investimenti
    La misura si applica agli investimenti “effettuati” dal 01/01/2026. Ai sensi dell’art. 109 TUIR, per i beni mobili rileva la consegna o spedizione: un contratto firmato nel 2025 con consegna nel 2026 dovrebbe quindi rientrare nel perimetro agevolativo.
LE MODIFICHE NORMATIVE ATTESE
È inoltre atteso un intervento di rango primario che dovrebbe:
  • eliminare il vincolo di origine Made in UE/SEE dei beni;
  • introdurre un meccanismo alternativo per i contribuenti in regime forfettario, oggi esclusi per incompatibilità strutturale con la maggiorazione del costo deducibile.
La reintroduzione dell’iperammortamento rappresenta un segnale di continuità nelle politiche di sostegno agli investimenti 4.0 e alla transizione energetica. Tuttavia, la piena efficacia della misura dipende ora dalla tempestiva adozione del decreto attuativo e dalla definizione chiara dei profili applicativi ancora aperti.


(Fonti: Il Sole 24 Ore, Innovation Post)

Fonte istituzionale: VARI