04/02/2026 - ATTIVO - NEWS AGEVOLA
Iperammortamento 2026: il nodo sull’origine dei beni rallenta il decreto attuativo
Il confronto tra MIMIT e MEF sull’estensione dell’iperammortamento blocca l’avvio operativo della misura
Il nuovo regime di iperammortamento, destinato a sostituire l’attuale piano Transizione 5.0, non è ancora operativo. Nonostante il decreto attuativo sia stato predisposto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’iter risulta al momento congelato in attesa del concerto del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Alla base del rallentamento non vi sarebbero aspetti meramente procedurali, ma valutazioni di carattere finanziario e normativo che incidono direttamente sul perimetro della misura.
IL REQUISITO DI ORIGINE DEI BENI AL CENTRO DEL CONFRONTO
Uno dei principali nodi riguarda il requisito di origine territoriale dei beni strumentali agevolabili. La disciplina introdotta con la Legge di Bilancio 2026, infatti, limita l’accesso all’iperammortamento ai beni:
- prodotti in uno Stato membro dell’Unione europea, oppure
- realizzati in Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo.
Una previsione che ha sollevato criticità operative, in particolare in relazione:
- alla struttura delle filiere produttive internazionali,
- alla disponibilità di alcune tecnologie sul mercato,
- all’utilizzo di fornitori extra UE da parte delle imprese italiane.
LE IPOTESI DI REVISIONE E L’IMPATTO SULLE RISORSE
Nel confronto in corso tra i Ministeri competenti si starebbero valutando possibili correttivi al requisito di origine, che potrebbero ampliare il perimetro dei beni ammissibili. Tuttavia, tali ipotesi comportano un impatto rilevante sulle risorse finanziarie disponibili, rendendo necessarie coperture aggiuntive, e, con ogni probabilità, un intervento normativo di rango primario.
Questo aspetto rappresenta uno degli elementi che stanno rallentando l’adozione definitiva del decreto attuativo.
INCERTEZZA PER LE IMPRESE
Lo stallo sull’iperammortamento genera incertezza per le imprese che hanno programmato investimenti nel 2026 confidando nella nuova misura. Sebbene il regime preveda la possibilità di agevolare investimenti effettuati a partire dal 01/01/2026, l’assenza del decreto attuativo impedisce, allo stato attuale, di disporre di un quadro chiaro e completo delle condizioni applicative.
IL QUADRO NORMATIVO RESTA IN EVOLUZIONE
Il confronto sull’origine dei beni si inserisce in un contesto normativo ancora in divenire. Nell’ambito dell’esame parlamentare del disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe sono infatti in discussione proposte emendative che intervengono sulla disciplina dell’iperammortamento, sia sotto il profilo delle tempistiche di realizzazione degli investimenti sia in relazione al requisito dell’origine dei beni.
Tali imodifiche, tuttavia, non risultano allo stato approvate e potranno produrre effetti solo in caso di conferma definitiva nel testo di legge. Fino ad allora, il quadro di riferimento resta subordinato all’adozione del decreto attuativo e alle scelte che verranno assunte sul piano normativo e finanziario.
Fonte istituzionale: MINISTERI VARI