03/02/2026 - ATTIVO - ARTICOLO


Made in Italy 2030: il MIMIT presenta il Libro bianco per una nuova strategia industriale

Dal Libro Verde alla strategia operativa per rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano e guidare le grandi transizioni
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha presentato al CNEL il Libro bianco “Made in Italy 2030”, documento programmatico che definisce una nuova strategia industriale nazionale con orizzonte al 2030. Il rapporto rappresenta l’esito del percorso di consultazione pubblica avviato con il Libro Verde sulle politiche industriali e punta a tradurre l’analisi del sistema produttivo italiano in una roadmap strategica di medio-lungo periodo.

Come sottolineato dal ministro Adolfo Urso, il documento nasce in un contesto internazionale “profondamente mutato” e intende fornire una risposta strutturata alle grandi transizioni in atto – demografica, geopolitica, digitale e green – attraverso una visione di politica industriale più selettiva, coordinata e orientata alla competitività.

UNA FOTOGRAFIA DEL SISTEMA INDUSTRIALE ITALIANO
Nelle sue oltre 300 pagine, il Libro bianco offre una ricognizione approfondita dei principali punti di forza del sistema produttivo nazionale, valorizzando in particolare:
  • la manifattura come asse portante dell’economia;
  • le eccellenze del Made in Italy ad alta specializzazione;
  • il ruolo delle cosiddette “multinazionali tascabili”;
  • i comparti dei beni strumentali e dell’economia circolare.
Il documento richiama inoltre il modello delle 5A del Made in Italy – agroalimentare, abbigliamento, arredo, automazione e automotive – come pilastri storici della competitività italiana sui mercati internazionali.

I SETTORI EMERGENTI DEL “NUOVO MADE IN ITALY”
Accanto ai comparti tradizionali, il Libro bianco individua 5 ambiti emergenti destinati a rappresentare i nuovi motori di crescita dell’economia nazionale:
  • economia della salute;
  • economia dello spazio e della difesa;
  • economia blu e cantieristica;
  • turismo e tempo libero;
  • industrie culturali e creative.
Settori che, secondo il MIMIT, possono rafforzare il posizionamento competitivo dell’Italia e favorire nuove traiettorie di sviluppo industriale ad alto valore aggiunto.

LE CRITICITÀ STRUTTURALI DA SUPERARE
Il rapporto non si limita a valorizzare i punti di forza, ma analizza in modo esplicito le principali fragilità del sistema produttivo, tra cui:
  • livelli di investimento in ricerca e sviluppo inferiori alla media europea;
  • frammentazione del tessuto imprenditoriale e ridotta dimensione media delle imprese;
  • elevati costi energetici e dipendenza dall’estero per materie prime strategiche;
  • carenze di capitale umano e finanziario;
  • peso degli oneri burocratici.
Criticità che, secondo il documento, rischiano di compromettere la capacità del Paese di affrontare le transizioni e competere con i principali player internazionali.

LA ROADMAP AL 2030 E IL RUOLO DELLA POLITICA INDUSTRIALE
Il Libro bianco “Made in Italy 2030” traccia infine una roadmap strategica con obiettivi da conseguire entro il 2030 per sostenere la crescita industriale e rafforzare la competitività del Paese. Al centro della visione proposta emerge un ruolo più attivo dello Stato, chiamato a fungere da regista delle politiche industriali, coordinando strumenti, risorse e priorità di intervento.

L’obiettivo dichiarato è quello di superare un approccio frammentato agli incentivi e alle politiche di sostegno, per costruire una strategia industriale coerente, orientata alle filiere e capace di accompagnare in modo strutturale le trasformazioni in corso.

Fonte istituzionale: MINISTERO DELLE IMPRESE E DEL MADE IN ITALY