02/02/2026 - ATTIVO - ARTICOLO


Credito d’imposta R&S: certificazione e contenzioso, il quadro che emerge da giurisprudenza e MEF

Dal Quaderno MEF n. 5/2025 e dalla giurisprudenza di merito emerge un orientamento sempre più attento al profilo tecnico delle attività agevolate e al valore della documentazione specialistica nel contenzioso
Nel contenzioso sul credito d’imposta per ricerca e sviluppo, uno dei nodi più delicati riguarda il valore della certificazione e delle valutazioni tecniche nella fase di accertamento e di giudizio.
Su questo aspetto interviene il Quaderno DGT – Dipartimento della Giustizia Tributaria n. 5/2025, pubblicato dal MEF a dicembre 2025, che offre una ricostruzione sistematica della giurisprudenza di merito relativa ai crediti R&S maturati nei periodi 2015–2019, facendo emergere un orientamento sempre più attento alla dimensione tecnico-scientifica dei progetti agevolati.

LA CERTIFICAZIONE NEL QUADRO NORMATIVO E NEL CONTENZIOSO
Il Quaderno ricorda come il credito d’imposta R&S ex art. 3 del DL n. 145/2013 sia stato caratterizzato, soprattutto nella sua formulazione originaria, da un’elevata incertezza applicativa, legata all’assenza di criteri operativi puntuali per qualificare le attività agevolabili.
In questo contesto, le contestazioni dell’Agenzia delle Entrate si sono spesso concentrate sulla presunta mancanza di innovatività o sul carattere “ordinario” delle attività svolte, dando luogo a un ampio contenzioso.

È proprio in tale scenario che la documentazione tecnica e le valutazioni specialistiche hanno assunto un ruolo centrale nel giudizio.

IL VALORE DELLE VALUTAZIONI TECNICHE SECONDO I GIUDICI
Dall’analisi delle sentenze riportate nel Quaderno emerge come molte Corti abbiano attribuito rilievo:
  • alle relazioni tecniche dettagliate sui progetti;
  • alla coerenza tra attività svolte, spese sostenute e obiettivi di ricerca;
  • alle valutazioni rese da professionisti dotati di competenze tecnico-scientifiche.
In più occasioni, i giudici hanno sottolineato come l’Amministrazione finanziaria non disponga di competenze tecniche proprie per valutare nel merito l’innovatività dei progetti, rendendo quindi decisivo il confronto con elaborati specialistici.

 Tra le pronunce di merito che hanno riconosciuto rilievo alle valutazioni tecniche, pur nei limiti fissati dalla normativa, vi è la sentenza della CGT di secondo grado della Lombardia n. 883/05/2025 che ha chiarito che una certificazione acquisita successivamente al processo verbale di constatazione non ha effetti preclusivi automatici, ma costituisce comunque una valutazione tecnica qualificata, idonea a incidere sulla motivazione dell’atto di recupero e sull’esito del giudizio.

MANUALE DI FRASCATI E CERTIFICAZIONE: UN RIFERIMENTO TECNICO
Il Quaderno dedica ampio spazio al tema dell’applicabilità del Manuale di Frascati OCSE, evidenziando come una parte crescente della giurisprudenza lo utilizzi come criterio interpretativo anche per i periodi antecedenti al 2020.
In questo senso, i parametri di novità, creatività, sistematicità, trasferibilità e incertezza rappresentano una griglia tecnica che rafforza la solidità delle valutazioni specialistiche prodotte dalle imprese.

UN ORIENTAMENTO CHE GUARDA ALLA SOSTANZA DEI PROGETTI
Il messaggio che emerge dal Quaderno DGT . 5/2025 è chiaro: nel giudizio sul credito d’imposta R&S, il baricentro si sta spostando dalla mera lettura formale degli atti alla valutazione sostanziale dei contenuti tecnico-scientifici dei progetti.
La certificazione e, più in generale, la documentazione tecnica qualificata non rappresentano uno “scudo automatico”, ma sono sempre più considerate elementi centrali per dimostrare la corretta qualificazione delle attività di R&S agevolate.

Fonte istituzionale: VARI